Testimoni di Geova

Evoluzione di un movimento religioso



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Qui di seguito il parere ricevuto dal legale del sito in data 18 novembre 2012 e pubblicato su questo sito con il suo consenso, in merito all’ingiunzione di eliminazione delle Circolari della Watchtower da parte del suo avvocato.


From: studio_brunetta alice.it
To: robertoxxxx@xxx
Subject: parere dir autore
Date: Wed, 18 Jan 2012 15:10:59 +0100

Faccio seguito alla Sua richiesta in merito ad un parere sul diritto d’autore. A tal fine anche in riscontro alla missiva del collega avv. Cxxxx, la presente viene spedita anche a lui per conoscenza.

A mio avviso sulla base di quello che mi ha riferito a proposito delle Sue pubblicazioni, non sussiste nella fattispecie, alcuna violazione da parte Sua della legge sul diritto di autore.

E’ infatti nella sua facoltà, per ragioni didattiche ed anche scientifiche, pubblicare il materiale illustrativo della Congregazione dei testimoni di geova a condizione che siano indicate le pagine di riferimento e gli autori in modo corretto ed esaustivo. Come avviene, per esempio, nelle tesi di laurea e in genere nelle pubblicazioni di riviste e testi scientifici, in cui si devono indicare le fonti.

Non è invece possibile la riproduzione per la vendita o la cessione anche a titolo gratuito dell’intero materiale, in quanto si verificherebbe la violazione del diritto d’autore. E’ vero che la congregazione dei testimoni di geova è soggetto riconosciuto nello Stato, ma questo non vuol dire nulla ai fini del copyright, che comunque deve essere riconosciuto a tutti a prescindere che la pubblicazione si riferisca o meno a confessioni religiose riconosciute o non riconosciute.

Anzi per alcuni aspetti, il fatto che la congregazione dei testimoni di geova sia soggetto riconosciuto nello Stato italiano, rafforza la portata dell’art. 8 della nostra costituzione Repubblicana, in cui le confessioni religiose (tutte) per ottenere il riconoscimento è indispensabile che i propri statuti siano conformi alle norme dell’ordinamento giuridico italiano. Non è possibile, in parole molto semplici, che le regole imposte dalla ortodossia della confessione, siano in antitesi con le regole imposte dal diritto dello Stato e soprattutto costituzionale.

Peraltro, il diritto di cronaca e di critica, tutelati anche a livello costituzionale, come valori imprescindibili nello Sato democratico, impongono che si sappia quale sia l’ortodossia della confessione religiosa che si vuole esporre, nella fattispecie e rimanendo nel Suo caso, i testimoni di geova, allo scopo di valutare anche la sua conformità o difformità alla legge. Tutte le confessioni religiose sono fonti di produzione normativa o di leggi di comportamento e per questo è doveroso il confronto con le leggi dello Stato Italiano, ex art. art. 8 della Costituzione Repubblicana.

L’importante è che l’informazione sia corretta e veritiera, ossia allorché si riportino le riflessioni, i pensieri o i fatti riconducibili alla congregazione dei testimoni di Geova, il riferimento bibliografico e dell’autore deve essere rigorosamente fedele al testo originario.

Non mi pare che quanto da lei pubblicato sia riconducibile alla cosiddetta corrispondenza famigliare o confidenziale di cui alla legge sul diritto d’autore, ma semmai dei veri e propri principi e regole della ortodossia geovista che impegna o obbliga il testimone di geova alla loro osservanza.

Quello che lei vuole, con i Suoi scritti, è di affermare che quella ortodossia è in violazione con le norme del diritto dello Stato italiano e dei diritti degli Stati democratici, in quanto lesivi dei diritti fondamentali della persona, da cui implicitamente e doverosamente è possibile affermare che lo Stato Italiano non avrebbe dovuto dare riconoscimento giuridico alla congregazione dei testimoni di geova.

E questo suo parere, condiviso o meno, costituisce la linfa vitale della informazione, ai sensi dell’art. 21 della Costituzione Repubblicana sulla libertà di pensiero che non può mai essere messa in discussione.

Se in qualche documento geovista si attesta che l’uso è interno, ma contiene l’ortodossia geovista, esso non può e non deve rimanere nell’oblio, perché non è confidenziale, ai fini della legge sul diritto d’autore, se contiene questioni che riguardano regole ed ortodossia geovista, in quanto documenti indubbiamente propedeutici e indispensabili alla evangelizzazione dei testimone di geova. La questione è invece un altra: se qualcuno legge quei documenti, ha poi la voglia di diventare testimone di geova?

Forse qui c’è il nocciolo della vera questione che nulla ha a che vedere con il copyright. Piuttosto si ricordi che il diritto di informare non è solo cronaca ma anche critica e per nessuna ragione questo diritto può essere affievolito in nome di qualsivoglia fede o religione.

Un cordiale saluto Avv. Prof. Nevio Brunetta.


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