Testimoni di Geova

Evoluzione di un movimento religioso



Warning: Illegal string offset 'a_vote' in /home/figeova/public_html/ecrire/inc/session.php on line 95
9 votes

Chi sono dunque questi “apostati” qualificati dall’Organizzazione dei Testimoni di Geova di malati “contagiosi” o “mentalmente malati”? Queste numerose persone, donne e uomini, che riceviamo quotidianamente nel nostro centre di accoglienza e che vengono a raccontarci, tremanti e lacrimanti, le loro dolorose testimonianze?

Abbiamo chiesto a uno di questi “apostati” di spiegarci il suo percorso, di descriverci le circostanze e le conseguenze della sua espulsione dall’Organizzazione precitata. Una testimonianza verace e sconvolgente – una tra le tante (purtroppo) centinaia di altre, che evoca le medesime sofferenze – che mostra più che chiaramente la sorte e lo sdegno riservato a chi rigetta le “leggi” di un sistema al quale avevano purtroppo creduto e nel quale avevano investito molto della loro vita e del loro tempo. Un sistema del quale scoprono brutalmente la freddezza e la crudeltà, soprattutto quando sono identificati come appena descritti.

Questo linguaggio, non qualificabile, solleva una viva emozione nel mondo – i nostri differenti corrispondenti l’hanno confermato – perché il loro unico scopo è quello di sporcare, e probabilmente quello di stritolare gli individui presi di mira – i nostri concittadini – con l’unico scopo di ottenere la loro quasi “morte sociale”.

Tutto ciò è inaccettabile!

Questa è la l’intervista che ha rilasciato uno d’essi, attualmente membro dell’ ADFI Nord Pas-de-Calais Picardie [1] alla presidente dell’associazione :


? Per cominciare può spiegarci in che modo è stato messo in contatto con l’organizzazione dei Testimoni di Geova ?

In realtà i miei primi contatti son cominciati molto presto per mezzo di mia madre. Son, per così dire nato tra i Testimoni di Geova, perché mia madre si è avvicinata a loro poco dopo la mia nascita.

Cosa ha spinto sua mamma ad unirsi a loro?

La prima ragione è il messaggio di speranza che i Testimoni gli hanno trasmesso per mezzo del libro intitolato: “Potete vivere eternamente su una terra che diverrà un paradiso”. Mia madre era ossessionata al pensiero della morte, e questo messaggio naturalmente le interessava. Inoltre, aveva difficoltà con mio fratello adolescente che cominciava a frequentare cattive compagnie, e con mio padre che era perennemente assente, cosi fù una facile preda per il movimento. Peraltro, due sorelle sue facevano già parte dell’organizzazione, e dunque non ha avuto alcun dubbio.

Suppongo che sua madre ha voluto convertire tutta la famiglia?

Infatti, ha cominciato a condividere le sue nuove credenze con tutta la famiglia. Mio fratello non è stato per niente attratto dal messaggio. Infatti gli adolescenti hanno ben altri interessi che interessarsi alla Bibbia. Mio padre neanche è stato favorevole al messaggio. Restavo solo io, come facile preda. Infatti non avevo che tre anni!

Dunque, la sua educazione è stata effettuata dai Testimoni di Geova ?

In effetti, è così! Mia madre rispettava per filo e per segno i principi imposti dall’organizzazione, cominciando a “inculcare sin dalla piu tenera età la verità su Dio e la Bibbia”. La mia educazione si è svolta, dunque tra continue letture e studio della Bibbia e delle pubblicazioni della Watchtower, sia in casa, sia durante le cinque ore di adunanze settimanali imposte dal movimento o ancora ai cinque giorni di assemblea annuali. A parte tutto ciò, dovevo essere all’altezza delle esigenze di mia madre e dell’organizzazione per quanto riguardava la mia attitudine nella vita quotidiana.

Quali erano queste esigenze?

Più o meno, si richiedeva la perfezione! Nel mondo esterno, dovevo essere un modello per tutti, gentile, educato, onesto, rigoroso e lavoratore. Anche in classe dovevo essere il migliore. Ma la cosa più importante era l’investimento personale nell’organizzazione: in più degli obblighi già menzionati, bisognava rispettare alla lettera i comandamenti imposti “dalla Bibbia”, riveduti e corretti dall’organizzazione. Oltre ai divieti tradizionalmente conosciuti da tutti (niente compleanni, Natale, rifiuto delle trasfusioni, ecc.....), c’erano altri divieti molto più devastanti per un bambino. A cominciare dall’isolamento sociale: le relazioni col mondo sono limitate allo stretto necessario dovuto agli obblighi della vita quotidiana (scuola, lavoro, ecc...) o altrimenti con lo scopo di convertire gli altri. “Il mondo giace nel potere del malvagio” veniva ripetuto continuamente. Perciò, “non facciamo parte del mondo” che è destinato alla distruzione imminente. Si è dunque instaurata una vera paranoia verso il mondo esterno. Tutto è da condannare nel mondo: la televisione, la musica, i giochi video, tra le altre cose, poiché pieni di violenza, sesso, magia, tutte cose sataniche.

Tutto questo ha dovuto essere particolarmente difficile per un adolescente?

In effetti, tra l’enorme mole di attività richieste dall’organizzazione e le persecuzioni continue da parte dei miei compagni di classe alle medie, ho cominciato a esser depresso sin dall’età di dieci anni. Che fossi diverso si notava chiaramente all’esterno, anche se nessuno pensava che fosse legato al mio essere Testimone di Geova. L’unica risposta al mio disagio, è stata sia da parte di mia madre che dell’organizzazione, che ero posseduto dal Diavolo. Così durante tutta la mia adolescenza ho sofferto di continue crisi d’angoscia e idee suicidiarie. Ma la congregazione mi confortava con l’idea che se ero perseguitato dal diavolo, era perché ero un Testimone esemplare, “Gesù fu perseguitato e messo al palo, è normale che i suoi seguaci subiscano prove molto dure” mi ripetevano continuamente. Ho cercato dunque d’impegnarmi sempre di più nel movimento, fino a prendere l’impegno definitivo, battezzandomi all’età dei diciasette anni.

E il resto della famiglia in tutto questo?

Il resto della mia famiglia era assente, vivevamo quasi in isolamento con mia madre e i Testimoni di Geova. Mio fratello maggiore si era sposato, ha lasciato la famiglia e poi ha avuto dei figli. In quanto a mio padre, aveva fatto un patto con mia madre, ognuno lasciava tranquillo l’altro con le sue attività (mio padre gestiva un club di football per amatori e, per mia madre, i Testimoni di Geova). Restavano le mie due zie che facevano parte dei Testimoni di Geova che frequentavo regolarmente, Nessuno, ha dunque prestato attenzione al mio stato depressivo e suicidario.

Com’è riuscito dunque a uscire dai Testimoni di Geova visto che vi era cosi fermamente ancorato?

Tutto è avvenuto tra lacrime e il dolore. Per poterlo fare, devo rendere omaggio a tre donne che hanno avuto un ruolo di primo piano che ha determinato la mia fuoriuscita dall’organizzazione. La prima, mia madre che ha sacrificato la vita per rispettare fino all’ultimo respiro i comandamenti imposti dai Testimoni di Geova. In effetti, le fu scoperto un tumore del collo dell’utero, e subì una terapia d’urto che l’aveva indebolita. È deceduta a seguito del suo rifiuto di ricevere trasfusioni di sangue. Avevo appena compiuto diciotto anni quando se ne andò. Fu un colpo terribile per me dato che rappresentava tutto per me, i miei punti di riferimento, la mia vita. Ho cosi, cominciato a realizzare che i Testimoni di Geova mi avevano insegnato menzogne per quanto riguarda le trsfusioni di sangue. Di conseguenza, se mi avevano mentito sulle trasfusioni, avrebbero potuto benissimo mentirmi anche su altre dottrine? Ho cominciato dunque, a rimettere in questione, una a una, tutte le dottrine che mi erano state insegnate, sperimentando e decidendo da me stesso se i Testimoni di Geova avevano ragione o torto.

Fu in quel periodo che incontrai su internet una ragazza chiamata Alice. Facemmo conoscenza, poi decidemmo di incontrarci. Un giorno di dicembre 2004 fu un giorno decisivo, osai per la prima volta infrangere le dottrine dei Testimoni. Appena sceso dal treno, la scorsi e ci abbracciammo e baciammo sulla bocca discretamente. Arrivati a casa sua, scoprii un mondo radicalmente opposto al mio, cioè quello dei Gotici – movimento chiamato DARK in Italia, sorto negli inizi degli anni 80’nella scena post-Punk (come la criminologa /tecnica di laboratorio in NCIS...) Nemici da sempre dei Testimoni, i Gotici sono servitori di Satana, è inconcepibile che un Testimone frequenti una gotica – questa era l’opinione dell’autore a quel tempo. Mi fa cosi scoprire il suo mondo e lo esamino con grande interesse. In effetti quel mondo mi piace, e sento una certa attrattiva per tutto cio che concerne la morte. Mi fa ascoltare quella che i Testimoni definiscono “musica satanica” ossia la Metal Music.

Sono affascinato da questo genere di musica. So, dentro di me che non resterò Testimone di Geova ancora per molto. I suoi genitori vanno via e ci lasciano soli nella loro immensa casa. Sento di aver paura, ma sono attratto sempre di più. Ci stringiamo e ci abbracciamo diverse volte durante la giornata. Tuttavia, anche se la voglia non mi mancava, ero deciso a non venir meno alla regola che proibisce la fornicazione. Ero già andato troppo lontano. Lei sa che son Testimone e che non posso spingermi oltre con lei per il momento, finché non ci sposiamo, ma non arriva a comprendere il perché. Il matrimonio? Non osa nemmeno pensarci alla sua età! Ci lasciamo quella sera e aspetto con impazienza il nostro appuntamento seguente. Appuntamento che non ci sarà mai: ebbe paura delle mie credenze, e mi telefonò due giorni più tardi per mettere fine alla nostra relazione,

Realizzo che le dottrine dei Testimoni mi hanno fatto già perdere due persone alle quali ero particolarmente affezzionato. Decido una volta per tutte di smetterla con lo scempio. Ho deciso, se la situazione si ripresentasse, agirò diversamente! A costo di uscirne una volta per tutte da questa organizzazione che mi porta alla disperazione!

La situazione non tarda a ripresentarsi. Su internet, incontro una ragazza non Testimone che decide di invitarmi a passare le feste natalizie dai suoi genitori. Benché abitassi al lato opposto della Francia, non esito. Salto allora sul TGV ( treno ad alta velocità) e attraverso tutta la Francia in sei ore appena. Quando scendo dal treno ecco Cupido all’opera con un bel colpo di fulmine. Ci abbracciamo affettuosamente, carichiamo i bagagli nella sua auto e ci dirigiamo verso un tipico villaggio di Provenza. Due giorni dopo, preparo, come da programma, l’abito da cerimonia per la serata di fine d’anno. La sua famiglia, mi accoglie a braccia aperte e ci rechiamo dai suoi nonni che ci aspettano per il pranzo festivo. Scopro allora un presepe di tre metri per due nella pura tradizione dei Santoni di Provenza.

Rimango a bocca aperta. Sto festeggiando Natale per la prima volta in vita mia! Adesso non mi sarei fermato nel mio slancio nel trasgredire le regole dei Testimoni: per il nuovo anno, Melissa, questo è il suo nome, decide di portarmi a una festa privata dei suoi compagni di classe vicino al principato di Monaco. Scopro ancora una volta che la visione, completamente negativa dei Testimoni riguardo a questo genere di feste (alcol a fiumi, droga, sesso, dissolutezza per dirla in poche parole) è completamente errata. Qualche mese più tardi, tocca a lei di venire da me.

Evidentemente, facevo ancora parte dei Testimoni, così la porto alle adunanze. Quando mi han visto in sala, accompagnato da una ‘ragazza del mondo’ ho causato un po di fermento in congregazione. Son stato subito convocato dagli anziani anziani Termine usato dai Testimoni di Geova per indicare un "Pastore spirituale" della propria comunità. . Alle loro domande per sapere se avessimo commesso ‘fornicazione’, rispondo sinceramente. Da quel momento in poi, non mi faccio nessuna illusione riguardo al mio futuro da Testimone. Gli anziani anziani Termine usato dai Testimoni di Geova per indicare un "Pastore spirituale" della propria comunità. chiedono di incontrarmi più volte, per evitarmi la disassociazione, proponendomi un’unica alternativa, sia di uscire con una terza persona, sia separarci. Rifiuto categoricamente le loro proposte, cosi che son disassociato all’istante. La decisione viene annunciata pubblicamente in sala in mia assenza. Non rimetterò mai più piede in sala.

Quali sono state le conseguenze della sua disassociazione?

È evidente che non ho avuto più alcun contatto con la congregazione. I miei amici di congregazione ai quali è proibito di parlarmi, mi evitano quando li incontro per strada. Mia zia anch’essa Testimone non mi ha più rivolto la parola dalla mia disassociazione. Sono solo. Non ho più amici, nè famiglia, nè contatti con il mondo esterno. Solo Melissa, che è diventata la mia fidanzata, mi è vicina e mi sostiene. Senza di lei, non so cosa sarei diventato: sono convinto che non sarei più quà oggi per concedere questa intervista.

Come ha potuto fare per ricostruire la propria vita dopo tutto ciò?

Non è stato facile. Ho fatto diversi tentativi di suicidio prima di poter cominciare almeno a riflettere sul modo in cui avrei potuto continuare a vivere. Un aiuto prezioso l’ho ricevuto dalla mia fidanzata, che nel frattempo è diventata mia moglie, e che si è data da fare durante più di cinque anni a sostenermi e a reinsegnarmi tutto. Paragono spesso la mia vita a un edificio costruito con molti difetti e materiali scadenti. Si deve solo, smontare tutto, mattone per mattone, per rinsaldare le fondamenta in modo da ricostruirci su. Per far questo ci vogliono anni.

In modo concreto, quali sono state le principali tappe della sua ricostruzione?

La prima tappa è stata quella di sormontare i sensi di colpa che sono enormi quando si abbandona l’organizzazione. Mi son sentito umiliato, sminuito, incapace di intraprendere qualsiasi attività, senza valore. Lo sguardo degli ex correligionari era insopportabile, quando li incontravo per strada. Per ostacolare questo sentimento, ho dovuto imparare a considerare loro come vittime. I miei sentimenti verso di loro son così passati progressivamente, dall’odio alla compassione. Ormai, mi fanno pena, quando li osservo affrontare il freddo per ore stando dietro al loro gazebo al mercato!

La seconda tappa è stata quella di imparare a vivere la vita presente. In effetti, quando si stà nell’organizzazione, si vive nel passato perché si studia continuamente la Bibbia, scritti che datano di oltre 2000 anni. Si vive anche nel futuro, perché ci si proietta continuamente nel nuovo mondo, quando Dio interverrà per distruggere tutti i non-Testimoni. La vita presente ha solo poco interesse, fatto astrazione del fatto che si tenti di salvare il più gran numero di persone dall’imminente cataclisma. Smettere di ragionare nel passato e nel futuro, e imparare a godere il momento presente, questo mi ha permesso di attraversare questa tappa con successo.

La terza tappa è stata certamente la più sconcertante: dopo aver appreso a vivere il momento presente, ora si tratta di trovare le proprie risposte a tutte le domande esistenziali che ci ossessionano: “Che facciamo sulla terra?”; “Qual è il senso della vita?”; “Dove finiremo?”. I testimoni di Geova hanno risposte preconfezionate a tutte queste domande. Dopo aver passato tanti anni nell’organizzazione tutte queste risposte diventano certezze. Dover ammettere che non c’é una sola risposta, ma tante risposte quante sono le persone, è estremamente perturbante. È solo grazie alla ricerca personale di risposte che ho potuto progredire.

La quarta tappa, è stata, per quel che mi concerne, di poter finalmente fare il dovuto cordoglio per la morte di mia madre. Si è trattato della tappa più lunga e dolorosa. Ho dovuto imparare a vivere senza la sua presenza, che aveva lasciato un vuoto immenso. Sfortunatamente, ho commesso l’errore di riversare la mia dipendenza affettiva da mia madre a mia moglie, che mi ha portato più tardi al divorzio. Questa assenza, lascerà sulla mia personalità conseguenze enormi, che necessiteranno un lungo sostegno psicologico da parte di un professionista della salute. Ho dovuto imparare a vivere da solo e imparare ad avvicinare gli altri per potermi creare una serie di contatti. La sfera professionale, mi è stata di grande aiuto nello stabilire contatti, con i clienti, i colleghi, la direzione ecc. Fare dello sport, o impegnarsi in un’associazione permette anche di acquistare queste competenze. In un secondo tempo, ho dovuto anche farmi all’idea che rimanere con la speranza di rivedere mia madre era non solo inutile ma anche devastante. Ho dovuto anche ammettere che la speranza della risurrezione, come me l’hanno inculcata i Testimoni, è una falsa dottrina. Dopo aver passato cinque lunghi anni tentando di soppravvivere nell’attesa di rivederla, c’è stata la scintilla: ho capito che dovevo vivere la mia vita e non stare più ad aspettare che lei ritorni, perchè non sarebbe ritornata.

Pensa che oggi abbia terminato la sua ricostruzione ?

No, non penso. L’ultima decisione che ho preso è stata quella di rendermi disponibile benevolmente per l’ADFI (Associazione di difesa alle famiglie e agli individui vittime delle sette in Francia) Nord Pas-de-Calais Picardie. Ho contattato la presidente, proprio lei che mi aveva traumatizzato nell’infanzia, organizzando manifestazioni di protesta davanti allo stadio Bollaert de Lens quando i Testimoni di Geova erano riuniti in assemblea. Impegnarmi, non nella lotta contro i Testimoni, come alcuni potrebbero pensare, ma nell’essere d’aiuto alle vittime, mi è un prezioso aiuto per la mia ricostruzione.

Per concludere, cosa può consigliare a coloro che ne sono usciti e che soffrono ancora ?

Tutto quello che posso dir loro, è che non sono soli. Possono lasciarsi aiutare da tante persone, quali professionisti della salute, o da associazioni di difesa delle vittime quali l’ADFI Nord Pas-de-Calais Picardie, che è realmente un sostegno per tutti quelli che desiderano ricostruirsi. Possono condividere le proprie pene e sofferenze con persone che hanno vissuto le stesse prove, e questo è di immenso conforto.

Tratto da: http://www.adfi59.net/spip.php?arti...

Tradotto da Claudia: gennaio 2012 ?


Note

[1] L’ADFINPdCP est une Association de Défense des Familles et de l’individu victimes de sectes en France.

Rispondere all'articolo


Warning: Illegal string offset 'statut' in /home/figeova/public_html/squelettes-dist/formulaires/forum.php on line 20
Forum solo su abbonamento

È necessario iscriversi per partecipare a questo forum. Indica qui sotto l'ID personale che ti è stato fornito. Se non sei registrato, devi prima iscriverti.

[Collegamento] [registrati] [password dimenticata?]

Suivre les commentaires : RSS 2.0 | Atom

cizcz

Home | A proposito | Soggetti | Testimonianze | Eventi | Riflessioni sulla Bibbia | Interazione | Altre lingue


© Copyright 2017