Testimoni di Geova

Evoluzione di un movimento religioso



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Al Sorvegliante che presiede Sorvegliante che Presiede

Congregazione di......

Via.........

Oggetto: Richiesta di dissociazione dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova.

Il sottoscritto XXXXXXXXXXX, in qualità di proclamatore battezzato dal dicembre 1998, inoltra agli anziani anziani Termine usato dai Testimoni di Geova per indicare un "Pastore spirituale" della propria comunità. del comitato di servizio della Congregazione di XXXXXXXXX, la seguente richiesta di dissociazione dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova.

La parte ufficiale, o per meglio dire “la prassi” della lettera di dissociazione è compiuta.

Tuttavia con questa mia lettera desidero motivare questa mia scelta personale, dopo che per 20 anni ho fatto parte della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, penso che sia il minimo spendere due parole sull’argomento.

Anche io come per molti altri che sono nati nei Testimoni di Geova, ho seguito sin da piccolo questa religione in tutto e per tutto, con le sue molteplici problematiche e difficoltà di chi si deve a tutti i costi diversificare da una società secolare e cercare di distinguersi sempre.

Erano gli anni 80 e qui in Italia i Testimoni di Geova erano molto attivi come ora, forse molto più agguerriti e come diremo oggi noi, zelanti. Si credeva che Armaghedon sarebbe dovuto venire a breve dato che il vecchio intendimento della generazione che non passerà affatto, quella del 1914 era ancora valido. L’anno della pace del 1986 era avvenuto e la predicazione aveva raggiunto ogni parte del globo.

A quei tempi, nella nostra realtà locale non c’erano tutte quelle etnie e diversità religioso-culturali presenti oggi nel XXI° secolo, di conseguenza c’eravamo solo “Noi (Testimoni)” e loro; Quelli del mondo!

E quando ci sono due linee di battaglia cosi distinte non c’è poi molto da scegliere.

Bersagliato in continuazione dai coetanei del mondo perché considerato un diverso (a quell’epoca non c’erano musulmani, induisti, avventisti, protestanti e quant’altro), di conseguenza mi barcamenavo tra compiacere i miei genitori e Dio, e comunque farmi accettare da una comunità che volente o nolente mi circondava.

Maldestramente affrontato da insegnanti cattoliche molto zelanti o troppo premurose e desiderose di farmi festeggiare compleanni e natali o recite pseudo religiose, facevano del loro meglio per farmi integrare in una comunità che invece lo schiavo (di Brooklyn) incoraggiava a non imitare, anzi a starne alla larga. A quell’epoca c’erano anche anziani anziani Termine usato dai Testimoni di Geova per indicare un "Pastore spirituale" della propria comunità. che incoraggiavano i genitori a non far uscire di casa i propri figli per non farli stare con quelli del mondo.

Con la crescita venivo spronato a ragionare con la mia testa (ormai indottrinata) da professori laici che, non capendo certe mie scelte comportamentali, a modo loro cercavano di insegnarmi una sorta di autocoscienza o maturità filosofica ormai stroncata da famiglie integraliste che vedevano solo la cosi detta Verità.

Ed io, come molti altri giovani Testimoni sempre contesi tra il farsi accettare da quelli del cosi detto mondo e nel frattempo compiacere i miei genitori sono andato avanti cosi per 20 anni, tra lotte filosofiche, rigide scelte comportamentali di distinzione dalla massa del mondo e quant’altro.

Non è stata assolutamente una vita facile.

Devo essere sincero; la chiave di volta di questo mio percorso decisionale è stata la fine del mio matrimonio avvenuto nel 2006. Cosi come per l’umanità le grandi tragedie sono utili ad apportare cambiamenti epocali e socio-culturali profondi, similmente per me quell’evento più o meno forte è stato uno scossone.

E’ anche vero, che io nel ponderare determinate scelte che comunque riguardano parte della mia vita vissuta sino a questo momento, sono stato sospinto non solo da un singolo avvenimento emozionale, (anche se questo può essere il fattore scatenante) bensì da una miriade di ragionamenti che mi sono fatto dentro nel corso degli anni, e da situazioni vissute che nel corso della vita mi hanno portato ad esaminare tutta la situazione da un altro punto di vista.

Riesaminando i miei 20 anni passati ho capito che moltissime scelte di vita mi sono state sempre imposte dalla mia famiglia, forse da uno zelo eccessivo ed ottuso, forse imposte da una disciplina tesa a salvare le apparenze verso gli altri (TDG), o chissà da quali altre motivazioni, questo non lo so di preciso.

Fatto sta che io anche quando non ero battezzato, ho portato sempre gli stessi oneri e doveri di uno battezzato, di uno che già la sua scelta l’aveva fatta, ed era pienamente consapevole delle sue azioni.

Questo non si può minimamente chiedere ad un ragazzo, poiché egli farà tali cose per compiacere i propri genitori ed è più facilmente addomesticabile o per meglio dire influenzabile da piccolo che da grande.

E non si possono accettare neanche le classiche scuse che un genitore dice per motivare le sue scelte teologiche imposte verso il figlio. Queste scelte non devono ricadere su ogni singola parte di vita di un ragazzo che non ha ancora scelto.

L’educazione deve essere data secondo una coscienza civile comune, laica ed accettata da tutti e non secondo i dettami rigidi ed integralisti di chicchessia religione, filosofia o pensiero.

Una filosofia o religione che di per se ghettizza una persona e la fa vivere non per pochi mesi, ma per decenni e decenni della sua vita in diversità con tutto il mondo che circonda l’individuo, non è una cosa positiva, ma traumatica e negativa.

Come ragazzo ho sempre vissuto una vita a metà. Da una parte rinunciando sempre alle mie passioni o svaghi che mi piacevano e piacciono veramente e dall’altra cercando di compensare il tutto con l’oppressiva educazione teocratica che pensavo fosse giusta. Tutto questo ha portato a vivere una vita sempre riappiccicata e mai piena.

Ho cercato di adattarmi e di farmi piacere la compagnia dei miei coetanei TDG, molti dei quali non avevano i miei stessi interessi. Ho vissuto tutta questa mediocrità con una certa sofferenza, soprattutto durante l’adolescenza.

Ho cercato di farmi piacere i cosiddetti svaghi leciti, divertimenti che francamente considero tutt’oggi ridicoli o non interessanti per i miei gusti.

Anche se i miei genitori mi hanno lasciato “diverse” libertà, erano in realtà soltanto dei contentini dati cosi, tanto per non esasperare maggiormente una situazione che già di per sé era grottesca e pesante.

Tutti questi contentini erano sempre conquistati con liti, discussioni ed ore ed ore di disquisizioni, contro dei ragionamenti teocratici portati avanti da genitori ottusi ed indottrinati.

Genitori i quali (venendo dal cosi detto mondo) si sono goduti la loro infanzia spensierata e comunque simile ai propri coetanei, non un’infanzia ghettizzata, fatta di cose raffazzonate, di prese in giro, di assumersi responsabilità da contesa universale di fronte ad intere classi su questioni come compleanni, feste e quant’altro.

Che queste cose siano pagane o meno a me non interessa.

Tutte queste macchinazioni e ragionamenti capziosi sono pretesi da un Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
Gruppo limitato di 10-18 membri, tutti proclamatosi della "chiamata celeste" dei 144’000 di cui pretendono di esserne i rappresentati, senza essere mai stati eletti a tale carica, autodefinitosi come unica ramo dei 144’000 con cui Dio interagisce quale canale di comunicazione sulla Terra.
che cerca di indottrinare una massa sempre più stanca ed accondiscendente di testimoni, i quali dopo 130 anni di inutili privazioni o di ridicole battaglie su cose di secondaria importanza ma esaltate sempre dallo Schiavo come prova di fede estrema nei confronti di un’onnipresente contesa universale, stanno ancora aspettando questa resa dei conti finale sempre posticipata.

Uno schiavo che per mezzo della bibbia esalta ricche benedizioni intangibili facendo leva su auto convincimenti astratti, ma che in pratica pretende dai fedeli dei sacrifici reali e tangibili su svago, vita quotidiana, scelta di lavoro, frequentazione di compagnie o persone dell’altro sesso e quant’altro.

Capirete da voi che un ragazzo messo in queste condizioni non vive una vita completamente serena e compiuta, ma vive una vita a metà.

Perché non sono andato via da questa religione a 18 anni anziché battezzarmi? Oppure perché non ho cercato una mia indipendenza allora?

La giustificazione dell’età è solo una frase fatta da gente ignorante ed ottusa.

Ci sono persone che determinate scelte di vita o conquiste personali le compie anche a maturità inoltrata. L’età biologica non va di pari passo con l’età cognitiva o riflessiva.

Forse l’indottrinamento che ormai appiattiva la mia mente e che mi vedeva rassegnato non mi ha fatto capire pienamente il passo che stavo compiendo.

La paura di eventuali ritorsioni familiari e lo spauracchio della disassociazione (viste le continue liti che dovevo compiere per ottenere delle normali conquiste su svaghi o libertà lecite che per quelli del mondo sono cose comuni e del tutto normali) e forse la non piena autocoscienza di se stessi e di come poter affrontare realmente il problema hanno sempre imperato su tutto questo.

Fatto sta che c’è voluto ben altro, c’è voluto la fine di un matrimonio, il distaccarmi fisicamente dall’oppressione psicologica della mia famiglia.

Dal 2006 ho iniziato a esaminare praticamente la mia vita da Testimone di Geova con quella dei miei compagni del mondo, ho iniziato a vedere che tipo di vantaggi avevo avuto io e quali avevano loro.

Dal 2006 ho iniziato a vedere le cose in maniera molto più pratica, terrena e concreta e sono giunto alle seguenti conclusioni.

Nonostante due decenni di prese di posizione per la verità, di prese in giro e umiliazioni da parte di quelli del mondo, di rinunce a cose che mi piacevano o a carriere lavorative, di tempo dedicato per la frequentazione al servizio di campo ed alle adunanze; la mia vita non era migliore di quella dei miei amici del mondo.

Non ero superiore a loro su niente, sotto nessun punto di vista.

Le famose ricche benedizioni spirituali erano e sono in realtà solamente degli autoconvincimenti volti a motivare la persona e ad immaginare che la condotta che si sta facendo nonostante i numerosi sacrifici e rinunce di anni ed anni di vita è comunque la scelta migliore.

Anche se i Testimoni di Geova dicono e si sforzano di vivere una vita integralista nel rispetto della bibbia, questa condotta non dà loro dei concreti e tangibili vantaggi rispetto a: cattolici, protestanti, musulmani, agnostici, induisti, filosofi o chi per loro, che, similmente credono e si sforzano di vivere coerentemente con le dottrine praticate una vita moralmente retta (ma dottrinalmente opinabile da parte dei testimoni).

La differenza di chi segue la cosi detta verità, da chi non la segue, si dovrebbe toccare con mano chiaramente e non solo autoconvincendosi, oppure prendendo per esempio esperienze ad hoc di vita di fratelli, oppure buttarla solo su chi interpreta meglio la bibbia.

Ma le perplessità non sono finite, mi sono sempre chiesto come mai lo spirito santo interviene a volte si a volte no.

Come ad esempio il chiedere aiuto in preghiera a Dio che si conclude sempre con il classico autoconvincimento che; se la situazione va bene è per merito suo, ma se va male o non abbiamo fatto una richiesta in armonia con il suo proposito oppure non sempre Dio interviene.

Quindi il fratello che perde lavoro per la verità e poi lo ritrova è merito di Dio (anche se non interviene come dice la bibbia secondo i TDG), mentre il cattolico che prega Padre Pio e trova il posto di lavoro è opera di Satana.

A questo punto non so con quale autorità da “mare che si apre” o “fiammelle che appaiono in testa”, uno possa dire con certezza determinate cose, dato che stiamo parlando come sempre di questioni intangibili ed astratte.

Ma lo Schiavo su queste cose ci marcia, perché quante esperienze sono riportate su annuari o riviste in cui aiuti angelici hanno fatto sì che granate che cadevano copiose non colpissero dei fratelli rifugiati in una casa; oppure che durante le dittature, dei perquisitori distratti non abbiano trovato pubblicazioni o materiale teocratico posto lì sotto i loro occhi.

Poi però in altre parti si dice chiaramente che Dio non opera con miracoli.

Bè se questa cecità indotta, oppure campo di deviazione di bombe non è un miracolo, allora non so perché su queste esperienze si dà invece risalto a questi fenomeni.

Un’altra perplessità che mi sono sempre chiesto è quella riferita ai cambiamenti di intendimento da parte del Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
Gruppo limitato di 10-18 membri, tutti proclamatosi della "chiamata celeste" dei 144’000 di cui pretendono di esserne i rappresentati, senza essere mai stati eletti a tale carica, autodefinitosi come unica ramo dei 144’000 con cui Dio interagisce quale canale di comunicazione sulla Terra.
, che nel corso del tempo anziché portare aggiunte dottrinali sempre più dettagliate o minuziose, soprattutto inerenti la fine, si vanno ad impelagare in revisioni dottrinali sempre più astratte ed imprecise. L’ultima è la riapertura del numero dei 144.000 che con il nuovo intendimento del 2007 sconfessa 72 anni di vecchio intendimento nel quale la raccolta delle cose in cielo era terminata nel 1935.

Che lo spirito santo non fa miracoli va bene, ma che non indichi delle cose cosi chiare e che soprattutto non raffini ma sconfessi l’intendimento vecchio con quello nuovo, dimostra che c’è qualcosa che non va, se neanche tra santi si riesce a contare.

E qui ci sarebbe molto da dire sulla reale ed effettiva validità della nomina di quelli del Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
Gruppo limitato di 10-18 membri, tutti proclamatosi della "chiamata celeste" dei 144’000 di cui pretendono di esserne i rappresentati, senza essere mai stati eletti a tale carica, autodefinitosi come unica ramo dei 144’000 con cui Dio interagisce quale canale di comunicazione sulla Terra.
che si autoproclamano parte dei 144.000 non si sa su che base tangibile che poi tutti possono verificare.

Si potrebbe parlare della presunta infallibilità dello schiavo, che pubblicamente ammette di poter sbagliare, ma finché egli stesso non rettifica o modifica l’intendimento su una dottrina o punto biblico, nessun Testimone può dire diversamente in pubblico o dissentire apertamente.

Ma lasciando stare inutili disquisizioni su interpretazioni dottrinali più o meno credibili o più o meno fallibili, si potrebbe parlare del sistema di “paura” che il Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
Gruppo limitato di 10-18 membri, tutti proclamatosi della "chiamata celeste" dei 144’000 di cui pretendono di esserne i rappresentati, senza essere mai stati eletti a tale carica, autodefinitosi come unica ramo dei 144’000 con cui Dio interagisce quale canale di comunicazione sulla Terra.
, per mezzo di luoghi comuni o leggende metropolitane, inculca nei giovani e nelle loro famiglie, tipo: Esperienze di giovani testimoni che hanno fatto immoralità ed hanno contratto malattie o gravidanze indesiderate (cavallo di battaglia ampiamente usato sul libro “I giovani chiedono”).

Se la cosa stesse veramente cosi, milioni e milioni di ragazzi del mondo con una vita veramente promiscua e dissoluta dovrebbero essere fisicamente morti o padri e madri non sposati. Sapete benissimo che le cose non stanno affatto cosi, poiché solo una minoranza di gente poco accorta o sprovveduta è vittima di queste circostanze e non una norma come vorrebbe evidenziare lo Schiavo.

Oppure di ragazzi che lasciando la verità e andando nel mondo si sono drogati, suicidati o sono stati uccisi.

Ma se il mondo è di Satana dovrei essere trattato come un re, dato che a Cristo egli stesso offrì tutti i regni di questa terra per un semplice atto di adorazione.

Ma anche in questo caso sapete benissimo che il motivo per cui molti giovani Testimoni se ne vanno nel mondo, è solo per vivere una vita normale, oppure come risposta di esasperazione per una rigida educazione integralista, e non per qualche proposta occulta (demonica) molto conveniente.

E questa educazione rigida poi esplode in una sorta di rivalsa nei confronti degli anni di gioventù persi e, data l’inesperienza di alcuni giovani Testimoni vissuti sempre con la museruola, fa si che questa situazione possa a volte sfociare in errori di immaturità.

Un’altra cosa molto grave detta e ridetta all’interno della congregazione fino alla nausea, è la continua ghettizzazione di quelli del mondo e della frase tanto amata da sorveglianti e nominati che dal podio pontificano: “Quelli del mondo sono bravi ma non amano Geova, quindi statene alla larga o aggiogatevi con loro il meno possibile”.

Se andassimo con lo stesso metro di paragone a ripulire prima le congregazioni per vedere chi sta parcheggiato lì dentro per convenienza o per comodità, da chi invece è un vero credente, penso che la pulizia si rivelerebbe in un’ecatombe.

Anche perché prima di esternare certe frasi fatte e banali, si dovrebbe poi usare lo stesso metro di paragone per giudicare i propri confratelli, non sempre esemplari e all’altezza del compito, anzi...

Si potrebbe continuare con questi e altri esempi per molto altro tempo ancora, con situazioni e stereotipi simili. Tutti argomenti detti e ridetti non solo dalla mia famiglia ma letti nelle pubblicazioni, espressamente enfatizzati da sorveglianti sui podi di assemblee o di congregazioni, dove migliaia e migliaia di persone applaudivano senza porsi il benché minimo dubbio se le cose che venivano dette erano vere o rasentavano l’idiozia.

L’intelligenza di un essere umano sta anche nell’autocritica e nel giudicare l’operato di chi sta sopra di noi. Non è che dando sempre ragione cieca e tacciando i fuoriusciti di apostasia, malvagità e totale negatività si risolve il problema. Quando c’è una disputa la ragione non sta mai da una parte sola. La ragione a volte viene presa proclamandosi dispensatori di assolute verità che poi però vanno rettificate e riviste. Anche se alcune cose possono essere giuste e condivisibili, ce ne sono molte altre che sono integraliste, oscurantiste, ottuse e sbagliate.

In conclusione, dopo aver passato 20 anni della mia vita tra privazioni, prese in giro e non avendo vissuto quella spensieratezza che molti giovani hanno invece avuto, ho deciso di non far più parte della congregazione cristiana dei Testimoni di Geova e delle sue regole.

Cosi con questa lettera toglierò voi anziani anziani Termine usato dai Testimoni di Geova per indicare un "Pastore spirituale" della propria comunità. il peso di giustificare eventuali miei comportamenti futuri con le persone del territorio che potrebbero chiedervi di me, ed inoltre libererò la coscienza dei miei genitori che hanno molto a cuore solo una sorta di apparente coerenza.

Un domani, se nel verificarsi di eventi tangibili, concreti e reali avrò la dimostrazione che mi stavo sbagliando, non escludo una profonda riflessione in merito.

Ma questi avvenimenti, ripeto, dovranno essere chiari e ben definiti, non dei semplici autoconvincimenti o spauracchi di una fine del mondo che deve accadere tra breve ma che invece è sempre spostata di un pochino e si va avanti cosi da 130 anni.

Con questa mia lettera un po’ lunga volevo esprimere e motivare una scelta che abbraccia due decenni della mia vita, di argomenti da discutere ce ne possono essere tanti ma penso che basti cosi.

Mi scuso per eventuali errori di sintassi o di grammatica, per il resto Vi porgo i miei più sinceri e distinti saluti.


I tuoi commenti

  • Il 11 febbraio 2012 alle 10:43, di Sonnyp In risposta a: Educato nella "Verita" Si dissocia dopo 20 anni di frustrazioni

    Caro Deliverance... non potendoti rispondere nel forum, ti scrivo qui. Hai tutta la nostra solidarietà, mia e di mia moglie che, come spero saprai, stiamo ancora adesso, dopo ben otto anni da che siamo fuori usciti, pagando il prezzo della nostra scelta di dissociarci da quella gabbia di matti. Oggi siamo anche nonni, di tre nipotini che possiamo vedere con il contagocce e l’ostracismo continua. Dopo la rivista di Aprile, sono convinto che le gocce verranno ancora di più centellinate nei nostri confronti. I miei figli, come i milioni di poveri ingenui adepti di quella setta, credono di ubbidire a dio. Che scempio! Una pacca sulla spalla. Shalom.


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  • Il 22 marzo 2012 alle 13:43, di Giancarlootto In risposta a: Cresciuto nella "Verita" Si dissocia dopo 20 anni di frustrazioni

    Carissimo amico, ho letto con fortissima partecipazione umana e con commozione profonda la tua lettera.Come te io sono uscito nel 1997 e ti confesso che il prezzo da pagare è stato molto alto.Sai bene come ci si senta ad aver rinnegato una religione così invasiva;deprivati di una fortissima identità costruita con grandi sacrifici ed isolati dagli unici affetti.Ammettere il mio fallimento come T.d.G.,senza darne ad altri la colpa è stato per me il primo passo.Nella vita può capitare di fallire in qualcosa;in un lavoro,in uno sport,nel matrimonio,ma questo non vuol dire che si sia falliti come persona.Ti auguro di superare questo momento e di cogliere tutte le soddisfazioni che meriti. Con affetto Giancarlo


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  • Il 4 maggio 2012 alle 17:21, di LUPOSOLITARIO In risposta a: Cresciuto nella "Verita" Si dissocia dopo 20 anni di frustrazioni

    Intanto ciao mi stringe il cuore leggere queste cose io sono tdg ho deciso di meditare e non sono assolutamente d’accordo con l’ostracismo dei TDG per chi si allontana dalla verita’Si caro amico amo la verita’ perche’ la bibbia è verita’ ma come te nn credo piu’ nell’uomo Ora devo scappare a prendere la mia amata"moglie" l’unica la quale mi fido alla prossima finiro’ il sms..p>


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  • Il 4 marzo 2014 alle 12:59, di assia In risposta a: Cresciuto nella "Verita" Si dissocia dopo 20 anni di frustrazioni

    ciao, io non sono una tdg ma una simpatizzante ormai da 20 anni. grazie agli insegnamenti della bibbia sono riuscita ad essere una persona migliore, ma non mi sono mai voluta battezzare perche credo nelle verita bibliche ma non credo nei comportamenti umani..quindi ti dico se riesci cerca di non fare morire dentro di te la conoscenza di DIO, ma comincia a guardare il mondo con i tuoi occhi, Gesu disse non toglierli dal mondo ma veglia su di loro, ma questo lo sai meglio di me. un augurio per tutta la tua vita


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  • Il 30 dicembre 2015 alle 10:59, di bellemo4117 In risposta a: Cresciuto nella "Verita" Si dissocia dopo 20 anni di frustrazioni

    Buongiorno caro amico, non so chi tu sia ma la tua lettera sembra la lettera che io scrissi ai miei genitori il giorno in cui fui disassociato. è pressochè identica.... Mi sono sempre meravigliato di come i miei genitori, che io adoro e che ho considerato per lungo tempo intelligenti ed amorevoli, non abbiano mai capito la mia DISPERAZIONE avvolti com’erano da quell’indottrinamento subdolo e capzioso. Anch’io ho capito tutto dopo la fine del mio matrimonio nel 2009, dopo 29 anni di TDG, avvolto in un’immensa tristezza e in inconciliabili con la vita sensi di colpa e frustrazioni incalcolabili. Prego che i miei fratelli di sangue capiscano quello che stanno facendo ai loro figli, ma purtroppo so bene che non è così e piango. Ti auguro tutto il bene: nessuno merita di essre giudicato se non da Dio (se uno ci crede). Buona fortuna, Andrea


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