Testimoni di Geova

Evoluzione di un movimento religioso



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“Perché persone orgogliose dei propri elevati principi cristiani dovrebbero diffondere malignità quando non hanno assolutamente nulla su cui basarsi se non pettegolezzi?” - Raymond Franz

Nel suo libro ’Crisi di Coscienza’, Raymond Franz descrive uno strano incidente alla Betel: la disassociazione di Nestor Kuilan. Franz fece la domanda sopra-citata in risposta al pettegolezzo che si era rapidamente diffuso attraverso la Betel di Brooklyn immediatamente dopo la decisione a sorpresa.

Le persone speculavano riguardo alla possibile causa, in quanto nessuno conosceva realmente le ragioni che avevano spinto Nestor a lasciare la Betel. Alcuni dissero che egli aveva tradotto erroneamente la letteratura della società, cambiandone il significato. Altri suggerirono che aveva tradito sua moglie. Questo accadeva il 25 aprile 1980. I Kuilan se ne andarono presto la mattina successiva lasciando spazio a malevole maldicenze. Solo il Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
Gruppo limitato di 10-18 membri, tutti proclamatosi della "chiamata celeste" dei 144’000 di cui pretendono di esserne i rappresentati, senza essere mai stati eletti a tale carica, autodefinitosi come unica ramo dei 144’000 con cui Dio interagisce quale canale di comunicazione sulla Terra.
sapeva che erano stati espulsi semplicemente perché Nestor aveva rifiutato di divulgare i soggetti di conversazioni private tenute con il suo amico, Raymond Franz.

Naturalmente, vi sono retroscena più ampi dietro tutta questa storia, ma sorge una domanda ovvia: Che cosa temeva la Società Torre di Guardia per arrivare ad espellere cosi spietatamente un uomo con più di venti anni di servizio a tempo pieno alle sue spalle, che il Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
Gruppo limitato di 10-18 membri, tutti proclamatosi della "chiamata celeste" dei 144’000 di cui pretendono di esserne i rappresentati, senza essere mai stati eletti a tale carica, autodefinitosi come unica ramo dei 144’000 con cui Dio interagisce quale canale di comunicazione sulla Terra.
stesso aveva personalmente invitato a servire alla Betel tre anni prima? Quest’articolo tenterà di rispondere a questa e altre domande.

Uomo dell’Organizzazione

Nestor era stato un saldo testimone per oltre 15 anni quando lui e sua moglie furono invitati a lavorare al reparto traduzioni della Betel. Ancor prima, aveva accettato ogni opportunità che gli era stata offerta dall’organizzazione, iniziando immediatamente l’opera di predicazione a tempo pieno a Portorico, dopo il suo battesimo nel 1961, all’età di 20 anni.

Nestor conobbe Toni (sua moglie) a un’assemblea e subito seppe che era la donna della sua vita. Dopo il matrimonio nel 1964, Nestor seguì sua moglie nel servizio di pionieri speciali. Fecero i salti mortali per sopravvivere con una spettanza da parte della Società di soli $32.50 ciascuno, abitando, agli inizi, in un seminterrato parzialmente costruito che puzzava di legname fresco e cemento grezzo.

La coppia poi si trasferì in un altro alloggio, dove potevano dormire, ma non cucinare o mangiare. “Dormivamo li, e mangiavamo i pasti con altri membri della congregazione” spiegò Nestor. “ Non patimmo mai la fame e non ci consideravamo nemmeno poveri. Facevamo il bucato a casa dei nostri genitori. Era un disastro vivere in quelle condizioni, come zingari, in continui spostamenti. Ma ci abituammo a questa vita ed eravamo felici, pensando di servire Geova ”.

Passarono tre anni e fu offerta loro un’altra opportunità: la Scuola di Galaad. Questo invito ha un po’ scombussolato la loro vita: dovettero lasciare dietro amici, familiari e il loro paese d’origine Porto Rico, per trascorrere sei mesi di formazione missionaria alla Betel. Nestor ricevette anche una formazione, mentre erano a New York per diventare sorvegliante di circoscrizione, qualificato per servire in paesi in cui l’attività dei Testimoni era al bando. Freschi diplomati di Galaad, furono assegnati a lavorare sotto copertura come missionari durante il regime di Franco in Spagna; un paese straniero per loro, che non tollerava nessuna religione diversa dal cattolicesimo.

La coppia subì molte avversità in un nuovo territorio ostile. “Era un modo di vivere al quale non eravamo abituati, una vita dura e rigida a causa di esigenze di lavoro e leggi disciplinari". Nestor ricorda: "Siamo entrati nel paese come turisti e ogni sei mesi, dovevamo uscire dal paese e poi rientrare di nuovo il giorno seguente, in modo da far tamponare il passaporto con la data del nuovo ingresso. Abbiamo attraversato frontiere diverse per evitare di essere riconosciuti. Se la polizia ci avesse fermato, almeno il passaporto indicava che eravamo entrati legalmente. Abbiamo vissuto dieci anni in Spagna illegalmente come turisti, anche se abbiamo lavorato per un’organizzazione religiosa al bando nel paese. Avevamo sempre paura della polizia, e cercavamo costantemente di far perdere le nostre tracce, così non avremmo corso il rischio di essere arrestati".

A Barcellona, Nestor fu addestrato e nominato sorvegliante di circoscrizione per la zona di Madrid. In seguito servì come sorvegliante di distretto per l’intera Spagna. Diresse, inoltre, la scuola degli anziani anziani Termine usato dai Testimoni di Geova per indicare un "Pastore spirituale" della propria comunità. per quattro anni. Quando non visitava congregazioni, lavorava nel reparto servizio presso la Filiale di Barcellona.

Una vita di conformità

Quando i Kuilan furono trasferiti alla Betel, nel 1977, lasciarono quello che consideravano il loro "paradiso spirituale" in Spagna per entrare in quella che sembrava una "giungla spirituale", nella quale la sopravvivenza è stata complicata. Il cambiamento è stato difficile, ma è servito ad aprirgli gli occhi a condizioni e realtà molto diverse da quello che si aspettavano.

"Abbiamo notato immediatamente la disciplina e la rigidità del luogo," commenta Nestor. "C’erano molta uniformità e stereotipi. L’individualità è stata rapidamente annullata. Mi fu detto di vestirmi con modestia, come si addice a un “cristiano maturo” per essere di esempio. I fratelli non potevano portare i baffi o lasciarsi crescere la barba e portare solo i capelli corti. È stato come entrare in un carcere o nell’esercito, dove ti radono la testa e ti consegnano una divisa".

“Benché non indossassimo una divisa, i beteliti erano facilmente identificabili nella zona, sia dal modo di vestire sia dal comportamento. Ognuno era sotto costante sorveglianza di altri fratelli, ossia dei sorveglianti ai quali si sarebbe fatto rapporto sul come si comportavano, come sbrigavano i compiti loro assegnati (ai quali ci si riferiva sempre come dei “privilegi”).

“Abbiamo visto di tutto: razzismo, elitarismo, alcolismo e immoralità. Abbiamo sentito parlare di scandali sessuali e di suicidi, uno dei quali lo conoscevo personalmente” Nestor prosegue: “In Spagna ero stato io a controllare la mia vita. Avevo forgiato lì la mia personalità durante i 10 anni di permanenza. La Betel era tutto un altro mondo per me”.

“La cosa principale che notai alla Betel fu che non si agiva in maniera ragionevole, era solo politica, persone che ambivano a una posizione, per esempio scambiare il compito delle pulizie con un altro posto. Alcuni usavano qualsiasi trucco pur di ottenere un lavoro diverso”.

“Quando una persona nasconde le sue tendenze naturali per ottenere una posizione, la sua propria umanità viene a mancare. Molti divennero meno che umani, mentre indoravano le loro parole e i loro modi di agire in maniera mielosa così da far carriera alla Betel, cercavano di entrare nelle grazie di sorveglianti, conoscerne dei nuovi, osservandoli e rapportando. Ho pensato che questo fosse il modo di agire “nel mondo”, non l’opera dello Spirito Santo, ma questo è il modo in cui le cose funzionavano lì"

Si affacciano i primi dubbi

Nestor, fu affiancato da Chris Sanchez nel reparto traduzioni in spagnolo. Nestor e sua moglie Toni strinsero amicizia con René Vasquez, Chris Sanchez e le loro mogli. Nestor mise seriamente in dubbio che lo spirito santo operasse alla Betel a causa dell’evidente mancanza dei "frutti dello spirito."

Un giorno, Nestor confidò i suoi dubbi a Rene Vasquez. Rene e Chris avevano considerato soggetti biblici con Ray Franz, così Rene parlò a Nestor di certe interpretazioni errate della Bibbia. Discusserodi questo tra loro tre, ma Nestor voleva sapere cosa ne pensasse Ray Franz. Telefonò a Ray e lo invitò a cena.

In diverse occasioni Nestor parlò con Franz, il quale essendo membro del Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
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, aveva portato all’attenzione degli altri membri queste discrepanze.

Di particolare rilievo per il gruppo era l’enfasi che la Società metteva sugli affari commerciali. Gli occhi di Nestor erano ormai aperti su ciò che succedeva con la Torre di Guardia e il Reparto Scrittori. Da una parte gli scrittori della Società usavano la Bibbia, anche se manipolandola per sostenere insegnamenti e attività organizzative, ma d’altra parte la Società gestiva un’impresa commerciale su larga scala. I due interessi non sembravano collimare.

Credenze riesaminate

"Raymond Franz m’incoraggiò a leggere certi passi della Bibbia, senza tentare di utilizzarli per sostenere un credo in particolare", spiegò Nestor. "Lui non cercò di insegnarmi una nuova dottrina. Anche se non ho alcun interesse ad analizzare quelle scritture ora, perché Raymond Franz gestì accuratamente quella discussione nel suo libro, dirò semplicemente che le prime due dottrine alle quali smisi di credere furono che Dio aveva un’organizzazione e che solo 144.000 sarebbero andati in paradiso. Ero molto turbato nel realizzare che queste credenze, che avevo difeso ed insegnato, non erano vere secondo la stessa Bibbia”.

A un certo punto, Nestor si rese conto che il Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
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aveva da tempo, elaborato una facciata di insegnamenti con lo scopo di farla apparire come la sola fonte di verità. I suoi pensieri si volsero ai sacrifici fatti anni addietro, quando frequentava l’università e particolarmente gli studi di Psicologia dell’ultimo anno.

A quei tempi Nestor si sentì così coinvolto da quella religione, che abbandonò gli studi quando gli mancavano solo 15 ore di credito per ottenere la laurea. Pronto ad aiutare altri a coltivare la speranza per il loro eterno futuro, Nestor si precluse la possibilità di iniziare una professione secolare, in favore dell’opera di predicazione.

Da quel momento in poi, tutte le lotte e le difficoltà incontrate nel servizio pubblico erano scusabili perché si subivano per una causa superiore. Come spiega Nestor, "Sia Toni che io abbiamo considerato tutti questi dettagli come bazzecole rispetto al grande privilegio di dedicare la nostra vita a lavorare al 100% per il bene dell’umanità. Ora, ci rendiamo conto che in realtà stavamo lavorando per un’organizzazione avida che non aveva nulla a che fare con Dio, ma che ha manipolato la Bibbia a suo piacimento".

La coppia aveva programmato una vacanza a Puerto Rico e Nestor portò con sé la stessa Bibbia che aveva usato a Galaad, che conteneva i suoi appunti. Entrambi la studiarono durante quella pausa e cominciarono così a vedere la falsità degli insegnamenti della Torre di Guardia. Decisero così di iniziare una nuova vita. Avrebbero presentato le loro dimissioni alla Betel, sarebbero tornati a Porto Rico, e avrebbero frequentato una congregazione con l’intento di allontanarsi gradualmente dalla religione, anche per rispetto per i loro familiari che erano testimoni devoti da tempo. Il loro allontanamento sarebbe stato lento e tranquillo, o almeno così pensavano.

Quando tornarono alla Betel non sentivano più di essere le stesse persone. Sapevano che i Testimoni avevano una veduta completamente distorta della Bibbia, che si trattava di una truffa ben congegnata. Il Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
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non corrispondeva assolutamente alla figura dello "schiavo fedele e discreto Schiavo Fedele e Discreto " che pretendeva di rappresentare.

La maggior parte dei loro beni erano già stati imballati in casse, pronti per essere spediti a casa. Avrebbero fatto tappa dai genitori di Toni ad Atlanta per un paio di settimane prima di tornare a Porto Rico. Il padre di Nestor si era trasferito a Naguabo e furono invitati a rimanere da lui. Nestor avrebbe terminato i suoi studi per ottenere la laurea e alla fine, si sarebbero stabiliti per conto proprio.

Cercarono di restare positivi e sopravvivere quelle ultime settimane alla Betel con il sorriso sui loro volti. Non parlarono dei propri dubbi a nessuno, sottolineando solo il loro desiderio di riprendere uno stile di vita tradizionale. Molti beteliti ammirarono il loro coraggio nel voler ricominciare tutto da capo.

Interrogativi ed Espulsione

Molto presto Nestor ricevette una convocazione da parte dei dirigenti dell’organizzazione. Iniziarono interrogatori continui sotto la direttiva dell’onnipotente Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
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pronto a premere sul pulsante che avrebbe aperto la botola nella quale sarebbe sprofondato Nestor, che si trovava ancora in piedi davanti a loro. Dopo cinque giorni d’interrogatori intensi, fu premuto il pulsante. Nestor e Toni iniziarono la loro inarrestabile caduta verso l’esilio: cacciati dalla Betel, lasciati senza dimora, nell’indigenza e senza amici. Nestor fu disassociato assieme con Chris Sanchez, Rene Vasquez e le loro mogli.

Nestor descrive con queste parole quegli eventi dolorosi: “Ciascuno dei quattro traduttori spagnoli aveva un piccolo ufficio con pareti divisorie, la parte inferiore in legno e la parte superiore in vetro. L’ufficio di Chris Sanchez era proprio affianco al mio. Toni lavorava come correttrice di bozze in uno degli stanzini in fila davanti agli uffici dei traduttori. "Improvvisamente, come si vede in TV quando la polizia fa una discesa: penetrarono con rapidità negli uffici, erano dappertutto. Portarono via Chris. Non capivo cosa stesse accadendo, ma rimasi al mio posto cercando di fare il mio lavoro di traduzioni”.

“Ricondussero Chris al suo posto e io fui il seguente. Dovevano essere in 4 o 5, forse perfino 6 di loro, molti di più che un normale comitato di 3 persone. Li conoscevo tutti. Presero Toni (mia moglie) e me in un ufficio dalla parete di vetro situata al lato opposto degli uffici nei quali lavoravamo, così che tutti potessero vederci. Uno di loro era un membro del Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
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; lo conoscevo bene per aver frequentato Galaad con lui. Un altro era vestito da uomo d’affari, ed era uno di quegli arrivisti che cerca la scalata politica alla Betel”.

“Erano tutti anziani anziani Termine usato dai Testimoni di Geova per indicare un "Pastore spirituale" della propria comunità. , proprio come me, e ci informarono che rappresentavano il Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
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ed erano da loro inviati. Avevano agito con il proposito di intimidirci, comparendo con rapidità e senza avvertire, e noi ci spaventammo perché avevano agito allo stesso modo con Chris. Il loro atteggiamento era aggressivo, perfino ostile. All’inizio fui realmente spaventato a morte per quello che accadeva”.

“Così, ci trovammo seduti davanti a uomini ammattiti che ci fissavano. Erano sgarbati e insistevano che cooperassimo. Non si trattava di un normale comitato composto di 3 anziani anziani Termine usato dai Testimoni di Geova per indicare un "Pastore spirituale" della propria comunità. che ti dicono di cosa sei accusato. No, facevano domande su domande riguardo alle mie conversazioni con Raymond Franz. Gli risposi che le mie conversazioni private con gli amici erano affari miei. Mi chiesero cosa avesse detto Franz riguardo a un certo argomento e io risposi, ancora una volta, che non avrei discusso riguardo alle mie conversazioni private”.

“Poi, uno di loro con astuzia, mi faceva domande su un altro soggetto cercando di ingannarmi per sapere che cosa aveva detto Franz. Non vennero a capo di nulla quel giorno e ci dissero che l’adunanza era finita. Non l’avevano né aperta, né conclusa con una preghiera. Ogni giorno, si comportavano allo stesso modo: venivano dopo pranzo, per interrogare Chris e sua moglie e poi Toni e me”.

Alla fine di ogni riunione ci minacciavano: “Se non cooperate avrete grossi problemi. Pensateci e ritornate da noi”. Dopo queste adunanze, Toni ed io eravamo nervosi ed esausti. Mi sembrava che ognuno mi guardasse con aria interrogativa alla fine della giornata o quando arrivavamo la mattina; furono giorni molto duri! Alla fine dissi loro che avrebbero potuto continuare a parlare con me, ma li pregai di lasciar Toni fuori da tutto questo”.

“Mi chiesero dettagli della serata che avevamo passato con Raymond Franz e sua moglie nella nostra camera quando li invitammo per cena. Gli dissi che avevamo parlato di molte cose, e che fu solo una cena tra amici. Mi dissero che sapevano tutto riguardo a quella serata, che avevamo mangiato bistecca e bevuto vino. M’indignai, perché facevano domande riguardo alle credenze di Raymond”.

“Gli risposi: “Chiedete a lui in cosa crede, io non posso dirvi cosa pensa Raymond. Vi posso dire in cosa credo io, se volete saperlo”. Non pensavo che fosse giusto parlare delle mie conversazioni con gli amici. Quella serata a cena era la buona occasione per parlare di soggetti biblici, e fu anche un incontro sociale, senza alcuna formalità, per rilassarsi e chiacchierare in buona compagnia”.

L’anziano anziano Termine usato dai Testimoni di Geova per indicare un "Pastore spirituale" della propria comunità. in completo da uomo d’affari, si agitava nella stanza secondo le tattiche terroristiche della Gestapo, si sedeva sulla tavola con le gambe su una sedia, mentre io lo guardavo dal basso. All’ultima riunione m dissero che se non cambiavo attitudine, mi sarei ritrovato per la strada, fuori dalla Betel, con poster e striscioni contro la Watchtower. Sarei diventato un membro dello Schiavo malvagio. Sul momento mi arrabbiai e risposi: “Io qui sono un anziano anziano Termine usato dai Testimoni di Geova per indicare un "Pastore spirituale" della propria comunità. come voi, e voi dovreste rispettarmi, perciò non mi parlate in questo modo”. La riunione terminò; mi disassociarono quella stessa notte inviando una nota nella nostra camera”.

Nestor rispose immediatamente con un’altra nota. Non aveva fatto nulla di reprensibile, così che non avrebbe chiesto perdono, ma solo una revisione del suo caso. Risposero con un’altra nota il mattino successivo, insistendo che se Nestor si pentiva o voleva confessare non avrebbe potuto farlo attraverso un normale comitato di congregazione. Si sarebbe fatto solo attraverso il Corpo direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
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“Avevano paura che potessi influenzare conoscenti in Spagna e Portorico”, spiega Nestor. “Sapevano che se avessi scritto al Sorvegliante di Filiale in Spagna avrebbe prestato attenzione e altri in Spagna e Portorico mi avrebbero ascoltato perché mi rispettavano e mi tenevano sul palmo della mano”.

“A Portorico ero molto conosciuto, così che se ritornavo quietamente, pensavano che avrei potuto influenzarli. Ma la cosa strana è che non mi chiesero mai a cosa credessi, glielo ripetevo varie volte ogni giorno: “Chiedetemi in cosa credo e ve lo dirò, ma non chiedetemi in cosa crede Raymond Franz”, ma non me lo chiesero mai. Avevano già preso segretamente le loro decisioni, perché interessarsi delle mie credenze? Sapevano che stavo per lasciare la Betel, i miei bagagli erano pronti a essere caricati sulla nave. Decisero così che era meglio sbarazzarsi di me evitando problemi. Volevano spaventare gli altri e usarmi quale esempio per gli altri”.

“Era un sollievo sapere che non avremmo più partecipato a questa farsa, ma sapevamo che grossi problemi con i genitori di Toni si profilavano all’orizzonte. Suo padre aveva servito come sorvegliante di circoscrizione e godeva di ottima reputazione. Le chiesi se se la sentiva di affrontare questa situazione visto che lei non era stata disassociata ma io, si. Era d’accordo con me: ne aveva viste abbastanza per sapere che non voleva più far parte dell’organizzazione”.

Un nuovo inizio

Appena lasciato la Betel, i Kuilan furono ospitati dalla sorella di Toni a Long Island e in seguito nella casa dei suoi genitori. Nessun parente chiese cosa fosse realmente accaduto. Non erano interessati a conoscere i dettagli, partendo dal presupposto che se il Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
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aveva deciso di disassociare Nestor, Geova avrebbe approvato il loro ostracismo verso di lui. Il padre di Toni, scuotendo la testa in segno di disapprovazione arrivò al punto di dire a Nestor: ’Hai perso il primo amore per la verità, perciò vedi le cose in questo modo. Non abbiamo più nulla da dirci”.

Il padre di Nestor, invece, fu felice di aiutarli, disgustato dal modo vergognoso in cui erano stati trattati. Accettarono la sua ospitalità finché non furono in misura di iniziare la loro nuova vita.

I Kuilians sono ora impegnati nel settore della compra-vendita immobiliare a San Juan. Nestor offre anche i suoi servizi come Life Coaching (Terapeuta-Consigliere per una vita migliore) e dirige anche seminari sul tema “Pensare chiaramente”. È anche traduttore della AAWA (Advocates for Awareness of Watchtower Abuses). Essi sono passati, da un’esperienza all’altra, non avendo avuto alcun interesse di discutere la loro storia dolorosa con la Watchtower fino ad ora, 33 anni dopo.

Prima di cogliere l’opportunità di scrivere la storia di Nestor, ho riletto Crisi di Coscienza. La citazione di Raymond Franz all’inizio di quest’articolo mi ha convinto che fosse necessario raccontarla. Ero incuriosita dal fatto che una conversazione privata fosse ripetutamente messa in discussione, per non menzionare poi il brusio delle voci di corridoio dopo l’espulsione di Nestor dalla Betel. Ho vissuto un’esperienza simile quando mi si offrì l’opportunità di andar via da quella che avevo conosciuto come “La Verità”. Mi sentii perciò coinvolta emozionalmente nello scrivere l’intera storia di Nestor, che molti amici avrebbero voluto ascoltare già da anni.

Nestor mi ha chiesto di collaborare con lui alla stesura di un libro sulla sua vita con l’intento d’aiutare altri a trovare la via che conduce a un modo di pensare libero e chiaro. Per quanto riguarda la Watchtower, si è scrollato di dosso la loro influenza già dal 1980. Egli spiega: “Quella storia si è chiusa. Non volevamo riviverla raccontandola. Non volevo continuare a essere un satellite della Watchtower, rimuginando il passato. Non si può continuare a parlare di quegli eventi, soffrendo a causa di quello che ci è accaduto, rimanendo agganciati a essi. Abbiam lasciato che i nostri familiari continuassero a praticare la loro religione, anche ostracizzandoci, se questa era la loro scelta. Li lasciamo fare. Se vuoi cominciare una nuova vita, devi fare una nuova vita. Vuoi essere Testimone? No? Allora non esserlo più! Abbandonali. Puoi farlo”.

Testimonianza raccolta e scritta da Joanna Foreman

Tradotto da Claudia Deep-Blue-Sea

From: http://jwsurvey.org/life-stories/ne...


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