Testimoni di Geova

Evoluzione di un movimento religioso



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Roma 2010: Una significativa tappa nella lunga marcia per la tutela dei diritti umani fondamentali

Mercoledì 1° dicembre 2010 è una data di cui molti si ricorderanno per un bel po’ di tempo. Cos’è accaduto di così significativo in quella giornata? A Roma, in piazza Montecitorio, quel giorno si è tenuta una manifestazione contro l’oscurantismo religioso di chi si serve dell’ostracismo come strumento di controllo sugli altri. Cittadini italiani provenienti da diverse regioni e donne ed uomini dalla Francia e dalla Svizzera sono scesi in piazza per dare voce alle migliaia di cittadini italiani che hanno perduto il prezioso dono della libertà di parola.

I molti passanti sono stati invitati ad ascoltare le testimonianze di chi ha subìto o teme di subire l’ostracismo da parte del movimento religioso dei Testimoni di Geova. Per esempio, nel 2004, in una rubrica televisiva della RAI fu intervistato un “anziano anziano Termine usato dai Testimoni di Geova per indicare un "Pastore spirituale" della propria comunità. ” (cioè un responsabile di comunità) dei Testimoni, che nascondeva la propria identità al pubblico televisivo perché, a causa della radicale critica che rivolgeva al gruppo religioso cui ancora aderiva, se fosse stato identificato, avrebbe corso il rischio di essere espulso e ostracizzato da familiari e amici Testimoni. Pertanto, è evidente che l’esercizio del diritto di critica nei confronti del Movimento della Torre di Guardia da parte degli affiliati non è un fatto pacificamente garantito.

In poche parole, gli organizzatori della manifestazione si sono prefissi l’obiettivo di denunciare l’ostracismo che i Testimoni di Geova praticano verso chi, al loro interno, dissente e non è “allineato” con le vedute della dirigenza del Movimento: contro costoro si attua una segregazione non solo ideologica, ma anche sociale, che induce i seguaci a trattare chi abbandona il gruppo come dei paria.

Alcuni manifestanti hanno richiamato l’attenzione dei presenti sulle regole ostracizzanti vigenti tra i Testimoni di Geova; per esempio, è stato riferito che se un uomo e una donna Testimoni di Geova sono promessi in matrimonio e uno dei due viene poi espulso prima del matrimonio, il promesso sposo di fede geovista "deve troncare il legame col disassociato ... Se non tiene conto di ciò sposando il disassociato, anch’egli può essere disassociato" (citazione da La Torre di Guardia del 15 gennaio 1964, pag. 43). Quindi, chi decide, secondo coscienza, di continuare a mantenere i rapporti sociali e familiari con gli ex membri, può essere a sua volta sanzionato.

Inoltre, recenti istruzioni su come trattare il Testimone che viene espulso, prescrivono quanto segue: “Pertanto evitiamo anche di avere contatti sociali con chi è stato espulso. Questo significa che non staremo con lui né in occasioni come picnic, feste e partite di pallone né per andare in un centro commerciale, a teatro o a mangiare a casa o al ristorante” (citazione da Il Ministero del Regno dell’agosto 2002, pag. 3-4).

Negli interventi che si sono succeduti durante la manifestazione romana, è stato ripetutamente messo in evidenza che lo Stato italiano non dovrebbe farsi garante di un’organizzazione che incita a comportamenti come quelli appena descritti, sottoscrivendo un’Intesa ai sensi dell’articolo 8 della Costituzione. Secondo i manifestanti, quindi, lo Stato non dovrebbe offrire particolare tutela a un’organizzazione che incalza i suoi adepti affinché si adeguino a queste disposizioni irrispettose dei fondamentali diritti della persona.

Al riconoscimento della pari dignità tra i gruppi religiosi deve corrispondere la possibilità di critica degli aderenti a ciascun gruppo, anche se questa critica diventa di pubblico dominio. La tutela della reputazione di un’associazione religiosa deve trovare un punto di bilanciamento con i diritti della persona e con altri valori di rango costituzionale (il diritto di critica, la libertà di manifestazione del pensiero, il diritto di cambiare orientamento religioso, la tutela dei diritti inviolabili della persona). Pertanto, al riconoscimento del decoro e dell’onore di un gruppo religioso deve fare riscontro la rigorosa tutela dei diritti delle persone che, anche all’interno di quel gruppo, svolgono un percorso di ricerca di senso dell’esistenza.

In conclusione, i manifestanti hanno chiesto pubblicamente al Parlamento di valutare con maggiore attenzione, con prudenza e discernimento gli studiati condizionamenti posti in atto dalla Congregazione dei Testimoni di Geova, prima di stipulare l’Intesa con quest’associazione religiosa.

- Achille Aveta

P.S.

La testimonianza citata dall’oratore, concessa da un anziano anziano Termine usato dai Testimoni di Geova per indicare un "Pastore spirituale" della propria comunità. dei Testimoni di Geova al programma televisivo “Dossier Storie” può essere seguita QUI:
- Prima parte
- Seconda parte


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