Testimoni di Geova

Evoluzione di un movimento religioso



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L’ostracismo imposto dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, contro il quale manifestiamo qui davanti al Palazzo di Montecitorio, non è un problema riservato all’Italia.

Le istruzioni che impongono l’ostracismo ai “Soci aderenti”, definiti tali dallo Statuto dell’Ente morale italiano in questione, non sono contemplate nello Statuto stesso, benché esso preveda l’espulsione all’articolo 5 invocando qualsiasi“comportamento … tale da danneggiare la Confessione e i suoi membri o da causare grave turbamento fra i membri stessi”. Le istruzioni sono determinate dal Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
Gruppo limitato di 10-18 membri, tutti proclamatosi della "chiamata celeste" dei 144’000 di cui pretendono di esserne i rappresentati, senza essere mai stati eletti a tale carica, autodefinitosi come unica ramo dei 144’000 con cui Dio interagisce quale canale di comunicazione sulla Terra.
, l’Organo Centrale del movimento, con sede a Brooklyn, New-York, e sono imposte mondialmente come “ordinamenti interni” del movimento, ordinamenti che verrebbero sanciti dallo Stato Italiano, qualora approvasse il DDL 2237.

La violazione dei Diritti Umani Fondamentali da parte dei Testimoni di Geova, dunque, non è un fenomeno tutto italiano, come questa manifestazione davanti al Parlamento potrebbe dare ad intendere, ma un abuso contro tutti coloro che, nel mondo intero, volessero trasgredire gli ordinamenti interni del geovismo.

Sono già stati citati alcuni casi prettamente italiani, dei quali i rappresentati della stampa presenti durante la manifestazione hanno preso atto, e se ne potrebbero citare centinaia di migliaia di altri, molti dei quali sono riportati su innumerevoli siti internet in tutto il mondo, in numerose lingue, come quello di lingua inglese Freeminds, quello di lingua francese Vivre pour la vérité, quello di lingua italiana InfoTdGeova, il forum di lingua spagnola Ex Testigos de Jehova o il forum di lingua portoghese Ex Testemunhas de Jeova’.

È, comunque, molto significativo, il caso riportato QUI di una testimone di geova, madre di due figli, di cui una disassociata, e che si è trovata davanti alla scelta impostagli dagli anziani anziani Termine usato dai Testimoni di Geova per indicare un "Pastore spirituale" della propria comunità. della congregazione di “rinnegare” la figlia espulsa o essere espulsa essa stessa e “rinnegare” il figlio rimasto tra le file del movimento. Scelta ignominiosa e crudele davanti alla quale vengono messi i fedeli Testimoni di Geova quando scatta il provvedimento da loro imposto dell’ostracismo.

Personalmente, mi sono limitato a citare due casi emblematici:

- Quello di Barbara Anderson, ex-Testimone di Geova, che ha lavorato presso la Sede Mondiale del movimento come archivista e ricercatrice per il Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
Gruppo limitato di 10-18 membri, tutti proclamatosi della "chiamata celeste" dei 144’000 di cui pretendono di esserne i rappresentati, senza essere mai stati eletti a tale carica, autodefinitosi come unica ramo dei 144’000 con cui Dio interagisce quale canale di comunicazione sulla Terra.
, che dopo aver scoperto e denunciato il problema della pedofilia in seno all’Organizzazione è stata disassociata, espulsa dunque e ostracizzata, non solo dagli innumerevoli ex correligionari con i quali ha lavorato durante 45 anni, ma perfino suo figlio e sua nuora che le hanno impedito, a lei e a suo marito Joe, di rivedere il nipotino da quasi dieci anni ormai.

- Quello di Raymond Franz, ex membro del Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
Gruppo limitato di 10-18 membri, tutti proclamatosi della "chiamata celeste" dei 144’000 di cui pretendono di esserne i rappresentati, senza essere mai stati eletti a tale carica, autodefinitosi come unica ramo dei 144’000 con cui Dio interagisce quale canale di comunicazione sulla Terra.
dei Testimoni di Geova, il quale, dopo aver passato una vita ai vertici dell’Organizzazione, è stato espulso per il semplice motivo che era stato visto pranzare in un ristorante in compagnia di un espulso, ma in realtà, dopo essere stato allontanato dal Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
Gruppo limitato di 10-18 membri, tutti proclamatosi della "chiamata celeste" dei 144’000 di cui pretendono di esserne i rappresentati, senza essere mai stati eletti a tale carica, autodefinitosi come unica ramo dei 144’000 con cui Dio interagisce quale canale di comunicazione sulla Terra.
a motivo dei suoi problemi di coscienza a causa delle incongruenze e ingiustizie che vedeva all’interno della dirigenza del movimento. Buttato fuori dal Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
Gruppo limitato di 10-18 membri, tutti proclamatosi della "chiamata celeste" dei 144’000 di cui pretendono di esserne i rappresentati, senza essere mai stati eletti a tale carica, autodefinitosi come unica ramo dei 144’000 con cui Dio interagisce quale canale di comunicazione sulla Terra.
all’età di 59 anni con un “compenso” pecuniario ridicolo dopo una vita di abnegazione al servizio della Watchtower, di soli 10’000 dollari, senza una pensione né un soldo di risparmio pranzava con colui che gli provvedeva il lavoro e un posto dove parcheggiare la sua roulotte nella quale viveva ormai con la sua consorte. Dal giorno all’indomani, ha dovuto subire l’ostracismo e l’indifferenza di migliaia di suoi ex correligionari e essere abbandonato da tutti.

Ma quanti sono coloro che annualmente cadono vittime dell’ostracismo insegnato ed imposto dal Corpo Direttivo Corpo Direttivo Dirigenza spirituale del movimento religioso dei Testimoni di Geova.
Gruppo limitato di 10-18 membri, tutti proclamatosi della "chiamata celeste" dei 144’000 di cui pretendono di esserne i rappresentati, senza essere mai stati eletti a tale carica, autodefinitosi come unica ramo dei 144’000 con cui Dio interagisce quale canale di comunicazione sulla Terra.
dei Testimoni di Geova ai propri adepti?

I testimoni sono molto fieri di pubblicare annualmente sul loro “Annuario dei Testimoni di Geova” statistiche significative, atte a mostrare l’incremento di cui godono e il risultato del lavoro di propaganda espletato da oltre 7 milioni di adepti, tutte cifre che vengono intraviste come “benedizione di Geova”.

Ciò, però, che non viene mai pubblicato, è la statistica del numero di coloro che abbandonano annualmente il movimento, quelli che vengono espulsi per aver trasgredito gli “ordinamenti interni”, definiti “interpretazioni della Bibbia”, e quelli che si dissociano ufficialmente dal movimento.

Questo numero di “mancanti”, si può facilmente estrapolare usando la semplice formula, basata sulle statistiche pubblicate nel loro ‘Annuario’, dalla differenza tra, la “media dei proclamatori dell’anno” con la “media proclamatori dell’anno precedente” PIÙ i “battezzati dell’anno” corrente e MENO l’1% della “media proclamatori dell’anno precedente”, percentuale comunemente accettata per i decessi.

Da questo calcolo si arriva immancabilmente al numero di Testimoni di Geova “mancanti” all’appello, sia perché se ne sono andati alla chetichella o perché sono stati espulsi o si sono dissociati.
- vedi calcolo estrapolativo “Numero mancante di Testimoni di Geova*

Ma quanti sono, mondialmente, il numero degli ostracizzati per essere stati espulsi o perché hanno deciso di dissociarsi dal movimento? Possiamo, arrivare al numero approssimativo delle vittime dell’ostracismo, basandoci su alcune delle “ammissioni” fatte circa il numero degli “espulsi” sulle pagine delle pubblicazioni della Watchtower, l’organo editoriale dei Testimoni di Geova.

Secondo quanto riportato su queste pubblicazioni, il numero degli “espulsi”, chiamati “disassociati” dal movimento, si aggira sulla percentuale del 1%-1.5%. Applicando questa percentuale al numero della “media dei proclamatori”, che ammonta ormai a oltre sette milioni di individui, arriviamo facilmente alla cifra di 70’000-100’000 espulsioni annue.
- vedi, sul documento allegato Quasi centomila vittime all’anno dell’ostracismo , le citazioni dalle pubblicazioni della Watchtower sulla quale si basa questa estrapolazione.

Ma il problema dell’ostracismo tra i Testimoni di Geova è più grave di quanto potrebbe sembrare, se ci limitassimo solamente a coloro che subiscono l’ostracismo. Quelli che soffrono, non sono solo gli “ostracizzati”, ma anche “coloro che sono costretti ad ostracizzare”. Non dobbiamo pensare che gli “amici intimi” e i membri della “famiglia” dell’ostracizzato che rimangono all’interno del movimento non soffrano per le conseguenze dell’espulsione di un loro caro. Sanno benissimo che DEVONO applicare l’ostracismo imposto dalla dirigenza del movimento, pena la loro propria espulsione se dovessero trasgredire le disposizioni interne, cosa che si verrebbe subito a sapere vista la stretta sorveglianza e il sistema di delazione che regna all’interno del movimento. Come deve sentirsi un nonno, rimasto all’interno del movimento, che non potrebbe nemmeno vedere il nipotino appena nato da un figlio espulso? Soffrirebbe come qualsiasi altro nonno al quale si proibirebbe di abbracciare il nipotino, dunque soffrirebbe ugualmente come l’espulso, ma all’interno del movimento!

Quanti sono, dunque, tutte le vittime dell’ostracismo imposto dai Testimoni di Geova, in violazione delle convenzioni internazionali sulla tutela dei Diritti Umani Fondamentali, quelle all’interno e quelle all’esterno del movimento?

Prendendo il caso tipico di un testimone, il mio in questo caso, praticamente nato in questa organizzazione, sposato con tre figli, e con la propria famiglia e la famiglia di mia moglie ancora all’interno del movimento e aggiungendovi due dei miei migliori amici e le loro mogli, il numero di coloro che non hanno più il diritto di salutarmi, di abbracciarmi o di semplicemente parlare con me supera i 50! Non volendo pretendere che il mio caso sia rappresentativo di tutti gli “espulsi”, anche ritenendo che il numero di coloro che “lascio” all’interno del movimento e che fanno parte soltanto della mia stretta cerchia familiare e di amici, ad esclusione delle migliaia di Testimoni che ho frequentato fino alla mia espulsione, sia di soli DIECI persone e non cinquanta, mi ritrovo a moltiplicare per dieci il numero degli espulsi annualmente, se voglio conoscere il numero delle vittime all’interno e all’esterno del movimento che soffrono a causa dell’ostracismo.

Calcolando, dunque, in base a questo criterio, con 70/100’000 espulsi annualmente, ci ritroviamo con un numero annuale e mondiale tra i 700’000 e 1’000’000 di vittime dell’ostracismo dei Testimoni di Geova. Cifra impressionante che rappresenta il 10-12% dei membri del movimento. Ovviamente, questa cifra non è cumulativa, perché una vittima interna di un’espulsione in un dato anno può benissimo essere vittima di una nuova espulsione tra i suoi correligionari in un anno differente. Ma ciò non significa che soffra una volta sola, ma ciascuna volta che sperimenta nuovamente il risultato dell’ostracismo imposto dalla dirigenza.

Ma come reagiscono queste vittime? Cosa possono fare?

Mentre le vittime all’interno del movimento sono costrette al silenzio e alla sofferenza silenziosa, senza poter rivendicare i loro diritti costituzionali, coloro che sono stati espulsi, hanno ora la possibilità di innalzarsi contro questi “ordinamenti interni” inumani che violano le basilari libertà di pensiero, di opinione e il diritto di abbandonare la propria religione senza dover essere perseguitato e messo al bando come un reietto e un paria a motivo della sua decisione.

Purtroppo, la maggioranza di coloro che sono stati espulsi non ha le risorse, la forza, la determinazione per uscire allo scoperto e condannare queste pratiche anticostituzionali e di stampo dittatoriale e continuano a subire l’infamia imposta da questo movimento che si vuole cristiano. Molti di loro hanno espresso il proprio dolore, le proprie sofferenze e la delusione nel vedere come questa religione arriva a fare rinnegare alle persone i sentimenti umani più profondi come quelli dell’affetto familiare, raccontando le loro esperienze su differenti blog, forum e siti internet, ma purtroppo, le loro iniziative non vanno molto oltre questa forma di espressione.

Alcuni, però, si stanno svegliando e iniziano a prendere fermamente posizione contro questi soprusi.

Ormai, viviamo in un mondo dove individui, associazioni e altri movimenti non esitano più a rivendicare i propri diritti, denunciando chi, secondo loro, viola le regole fondamentali della democrazia e della società civile. Perché non dovrebbe essere la stessa cosa per quanto riguarda le vittime dell’ostracismo imposto dalla dirigenza dei Testimoni di Geova?

Ora, alcuni tra gli ex-Testimoni di Geova, come successo a Roma il 1° dicembre 2010, osano manifestare apertamente il loro dissenso, ricorrendo, non solo a manifestazioni pubbliche ma anche a denuncie presso la magistratura, invocando il rispetto delle loro libertà fondamentali.

Uno di questi casi è quello che riguarda Sebastian Ramos, un Testimone di Geova della regione Nord-Est del Brasile, che aveva intrapreso una campagna di predicazione a favore della Watchtower, come fa ogni bravo Testimone, solo che egli scelse un mezzo non approvato dalla dirigenza. Scriveva articoli apologetici che inviava ad editori di quotidiani pubblicati su internet. La filiale locale della Watchtower non poteva tollerare questa iniziativa, giudicata indipendente e pericolosa in quanto solo essi hanno il monopolio della redazione di qualsiasi scritto che difenda le loro posizioni e finì per espellere il proclamatore.

Ma Sebastian non è rimasto inerte ha denunciato alla magistratura la Watchtower per avere insegnato e imposto la pratica dell’ostracismo. Molti ex Testimoni di Geova si sono uniti alla causa e hanno intrapreso diverse manifestazioni pubbliche in più città del Brasile, brandendo cartelloni e striscioni che denunciano la violazione dei diritti umani da parte della Watchtower.
- Vedere la pagina dedicata a Sebastian Ramos, contenente video di telegiornali, manifestazioni e documenti ufficiali inerenti al suo processo.

Un altro caso emblematico è stato citato; quello di Jacques Lejeune, ex Testimone di Geova del Belgio che, dopo essere stato espulso e dopo aver subito pregiudizi anche di salute a causa dell’ostracismo perpetrato nei suoi riguardi e imposto dalla Watchtower ai suoi ex correligionari, relazioni professionali e ai membri della sua stretta cerchia familiare, ha osato denunciare la filiale locale dei Testimoni di Geova.

Quello che è rilevante, nel caso di Jacques Lejeune, è che la causa, giudicata in primo grado a suo favore, ma con una clausola sospensiva nel 2004, rigettata in appello nel 2006, è finita, nel 2008, davanti alla Corte di Cassazione, che ha ordinato al tribunale di Appello di riesaminare il caso, in quanto la decisione del giudice di Appello, che richiedeva al Lejeune di presentare le prove della discriminazione nei suoi confronti, non era conforme alla legge del febbraio 2003, secondo la quale stava alla Watchtower e non al Lejeune, dimostrare che non c’è stata discriminazione nei suoi confronti. Il caso sarà giudicato nuovamente in Appello, secondo l’ordinanza della Corte di Cassazione, il 4 aprile del 2011. Ora che la data è stata già stabilita, le parti hanno già presentato la maggioranza della documentazione di chiarimento delle proprie posizioni alla Corte d’Appello. Vedremo ora come, la Corte d’Appello, giudicherà il caso, dopo il rinvio da parte della Cassazione.
- Vedere la pagina dedicata al caso Jacques Lejeune

La manifestazione di Roma del 1° dicembre 2010, si iscrive dunque in un nuovo respiro che gli ex-Testimoni di Geova vogliono dare alla loro voce di denuncia contro l’ostracismo perpetrato dalla Watchtower nei loro confronti e impone, che si prosegua su questa nuova strada del dissenso pubblico per ricordare allo Stato il pericolo che esiste nell’approvare leggi che darebbero più ampio spazio ad un movimento religioso alternativo pericoloso che calpesta i Diritti Umani Fondamentali.

Si è auspicato, dunque, alla fine della manifestazione, che i presenti, ma anche tutti coloro che non hanno avuto l’occasione di partecipare a questa prima manifestazione italiana sull’argomento, possano organizzarsi per essere presenti in Belgio il 4 aprile 2011 davanti alla Corte d’Appello, per sostenere il processo a favore di Jacques Lejeune e avvertire l’opinione pubblica dei pericoli che esistono nell’abbracciare una nuova fede, come quella dei Testimoni di Geova, che calpesta i Diritti Umani Fondamentali, che sono basati sul rispetto e il vero amore insegnato dal Cristo.


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